Ma quindi non soffieremo più sulle candeline?

Oltre ad avere cambiato il nostro modo di vedere molte cose, la pandemia potrebbe anche cambiare per un po’ di tempo il modo in cui festeggiamo i compleanni: e non solo perché non è consigliabile riunire molte persone insieme, magari al chiuso. L’idea di soffiare sulle candeline per spegnerle, prima di servire la torta di compleanno, inizia infatti a lasciare diffidenti molte persone, considerato che potrebbe causare una contaminazione del dolce con il rischio di contribuire alla diffusione del coronavirus. Qualcuno ha cambiato abitudini e rinunciato alle candeline, ma i pasticceri e i professionisti che organizzano feste e ricevimenti confidano in un cambiamento temporaneo e senza effetti sul lungo periodo su una delle tradizioni più radicate in molti posti del mondo.

Da dove arrivano le candeline di compleanno
A oggi gli storici non sono ancora riusciti a ricostruire con precisione da dove derivi la tradizione di soffiare sulle candeline – di solito una per ogni anno compiuto – collocate su una torta di compleanno. Ci sono comunque alcune ipotesi basate sui documenti e le testimonianze arrivate fino a noi dal passato, anche piuttosto remoto.

Una teoria, piuttosto condivisa, ritiene che la tradizione derivi dall’antica Grecia. Le candele venivano utilizzate per celebrare la divinità Artemide, sorella gemella di Apollo, e dea della caccia, degli animali selvatici e protettrice della fertilità femminile. In seguito la dea fu anche identificata con la personificazione della Luna crescente, e per questo veniva festeggiata periodicamente più volte l’anno. Alcuni storici ritengono che i fedeli portassero insieme alle candele alcuni dolciumi da dedicare ad Artemide, ma non sono state ancora trovate prove certe per sostenere che ci fosse un legame tra candele e dolci, o sulla tradizione di spegnere le prime soffiandoci sopra durante le cerimonie.

Altre teorie riconducono la tradizione delle candeline di compleanno ai riti pagani, dove il fuoco era spesso un elemento centrale delle cerimonie. In diverse culture si pensava che gli spiriti maligni facessero visita alle persone nel giorno del loro compleanno, e che per scacciarli fosse necessario evitare l’oscurità con l’accensione di fuochi e candele. In alcuni riti si producevano poi rumori e suoni per spaventare gli spiriti maligni e tenerli a debita distanza da chi compiva gli anni. La combinazione di queste abitudini è considerata da alcuni storici come l’origine dei festeggiamenti per il compleanno.

Per avere qualche informazione più affidabile e collocabile in un periodo storico più preciso occorre spostarsi avanti nel tempo fino al diciottesimo secolo. In Germania si era affermata la tradizione delle “Kinderfest”, cioè delle feste di compleanno per i bambini nelle quali era previsto che si offrissero torte e altre dolciumi, e che si impiegassero le candele. Le feste erano organizzate in ambienti dove i bambini erano liberi di stare tra loro, con gli adulti che avrebbero provveduto alla loro protezione dagli spiriti maligni, che nella ricorrenza del compleanno avrebbero provato a rubare l’anima del festeggiato.

Tra le testimonianze più citate su questi eventi c’è la grande festa di compleanno che fu organizzata nel 1746 per il conte Ludwig von Zinzendorf, teologo nato a Dresda nel 1700. Una delle cronache della festa fornisce una descrizione inequivocabile: “C’era una torta grande quanto il più capiente forno che fosse stato possibile trovare, e nel dolce erano stati praticati dei fori tanti quanti erano gli anni del festeggiato, ognuno dei quali ospitava una candela e con una aggiuntiva nel centro”.

Basandosi anche su altre fonti, sempre riferite a feste nei paesi germanici, gli storici sono arrivati alla conclusione che per i compleanni fosse ricorrente la preparazione di una torta sulla quale venivano collocate le candeline dell’età raggiunta dal festeggiato, con in più un’altra candela al centro in segno di buon auspicio per gli anni a venire. Le candeline venivano poi spente, anche se non sempre soffiandoci sopra, per poter consumare il dolce di compleanno. Resoconti nel tardo Ottocento dalla Svizzera confermano la presenza della stessa tradizione, che nel tempo si era intanto diffusa in molti altri paesi.

Torte e agenti infettivi
Considerato che trascorriamo diverso tempo ogni giorno indossando una mascherina su naso e bocca per ridurre la diffusione del coronavirus tramite le goccioline di saliva (droplet) e quelle emesse con la respirazione, in molti si chiedono se possa essere pericoloso soffiare sulle candeline di una torta di compleanno per spegnerle. A dirla tutta, c’era chi se lo era già chiesto in passato, riflettendo su un’usanza che di fatto fa sì che un parente o un amico irrori col proprio fiato e inevitabilmente un po’ di saliva un intero dolce, che sarà poi consumato da più persone.

Nel 2017 una ricerca scientifica condotta negli Stati Uniti rilevò che, quando si spengono le candeline di compleanno soffiandoci sopra, la parte più superficiale della torta arriva ad avere fino al 1.400 per cento in più di batteri rispetto a una torta sulla quale non si è soffiato sopra. Secondo i ricercatori, ciò indica la capacità di una quantità rilevante di microrganismi e agenti infettivi presenti nelle vie aeree superiori del festeggiato di raggiungere la torta, facendosi dare un passaggio dall’aria che viene espulsa ad alta velocità dai polmoni soffiando.

Lo studio fu ripreso con grande enfasi dai media, anche se in realtà conteneva altre indicazioni importanti per mettere nella giusta prospettiva i potenziali rischi. I ricercatori avevano infatti notato che nonostante la maggiore concentrazione di batteri, la probabilità di rimanere infettati fosse comunque piuttosto bassa. Come aveva spiegato uno degli autori: “In realtà, se tu ci soffiassi sopra per centomila volte, la probabilità di ammalarti sarebbe comunque estremamente bassa”.

Coronavirus e compleanni
A oggi non ci sono evidenze scientifiche tali per sostenere che il coronavirus sia trasmesso attraverso il cibo, ma diversi esperti invitano a mantenere qualche precauzione in più e a evitare comunque comportamenti che potrebbero fare aumentare il rischio di contagio. Soffiare sulle candeline può comportare inoltre l’emissione di molti droplet e di goccioline di saliva ancora più piccole, che anche senza depositarsi sulla torta possono rimanere in circolazione nell’ambiente in cui si sta festeggiando (aerosol).

Una quantità crescente di ricercatori ritiene, sulla base delle osservazioni e degli esperimenti svolti, che il coronavirus possa trasmettersi attraverso l’aria negli ambienti chiusi, con poco ricambio d’aria e piuttosto affollati. Da settimane si leggono spesso notizie di feste di compleanno, matrimoni e altri eventi diventati piccoli focolai per nuovi contagi.

Come segnala il Washington Post, in questi mesi di pandemia in molti si sono organizzati per mantenere la tradizione dello spegnimento delle candeline, con annessa formulazione di un desiderio, rinunciando però a soffiarci sopra. C’è chi opta per una sola candelina, da spegnere facendo aria con una mano, e chi usa un piatto di carta da mettere sopra la torta e sul quale infilzare le candeline, in modo che il dolce non sia esposto al soffio quando vengono spente. Altri suggeriscono di utilizzare sistemi diversi come asciugacapelli, ventagli, pompette e ventilatori.

Di questi tempi soffiare sulle candeline potrebbe quindi non essere una buona idea, non tanto per la contaminazione della torta in sé, quanto per il rischio di contagiare gli altri partecipanti durante la festa se organizzata al chiuso o comunque senza seguire le buone pratiche igieniche e di distanziamento fisico.

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